Roma, 26 giugno 2026
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Migrazioni, nel Lazio oltre 651 mila residenti stranieri. Biolghini: «Con i Tavoli della convivenza costruiamo comunità più inclusive»

Presentato il XXI Rapporto dell’Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio. Cresce la popolazione straniera stabile, mentre il dossier denuncia le criticità del sistema nazionale di accoglienza e rilancia il ruolo delle reti territoriali

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Migrazioni, nel Lazio oltre 651 mila residenti stranieri. Biolghini: «Con i Tavoli della convivenza costruiamo comunità più inclusive»

Sono 651 mila i cittadini stranieri regolarmente residenti nel Lazio alla fine del 2024, pari all’11 per cento della popolazione complessiva della regione. È uno dei dati contenuti nel ventunesimo Rapporto dell’Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio, curato dal Centro studi e ricerche IDOS e dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, presentato il 24 giugno al Teatro Rossini di Roma. Ad aprire l’incontro con i saluti istituzionali è stata la consigliera delegata di Città metropolitana di Roma Capitale alle Pari opportunità, Politiche sociali, Cultura, Partecipazione, Trasparenza e Anticorruzione, Tiziana Biolghini. Il rapporto è stato illustrato dai curatori Raniero Cramerotti e Ginevra Demaio. Tra gli interventi anche quelli di Luca Di Sciullo, presidente del Centro studi e ricerche IDOS, Paolo De Nardis, presidente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, e dell’assessora capitolina alle Politiche sociali e alla Salute Barbara Funari.

I numeri: cresce la popolazione straniera

Il dossier evidenzia come la popolazione straniera continui ad aumentare, registrando una crescita dell’1,2 per cento, a fronte di una diminuzione dello 0,3 per cento della popolazione italiana. Un incremento accompagnato anche da una maggiore stabilità della presenza, grazie all’aumento delle acquisizioni di cittadinanza, dei soggiorni di lungo periodo e delle seconde generazioni. La Città metropolitana di Roma concentra circa l’80 per cento degli stranieri residenti nel Lazio, con una distribuzione delle diverse comunità che varia tra il centro della Capitale e i comuni dell’hinterland.

Le criticità del sistema

Accanto ai dati demografici, il rapporto punta l’attenzione sulle difficoltà del sistema di ingresso e accoglienza. Secondo lo studio, soltanto otto persone su cento riescono a entrare, lavorare e soggiornare regolarmente in Italia. L’area romana viene indicata come quella maggiormente esposta al rischio di irregolarità, con una stima di 509 ingressi e 424 persone potenzialmente destinate a perdere la regolarità del soggiorno. Tra le principali criticità vengono segnalati gli effetti dei decreti flussi, i lunghi tempi di attesa per il riconoscimento della protezione internazionale presso la Questura di Roma — fino a tre o quattro anni — e le restrizioni introdotte dal Decreto Cutro sul riconoscimento e sul rinnovo della protezione speciale.

Le reti territoriali e il ruolo delle istituzioni

Il rapporto evidenzia anche la crescita delle esperienze positive sviluppate dalle amministrazioni locali e dal terzo settore. In tutta la regione si stanno consolidando reti di collaborazione tra enti pubblici, associazioni e realtà sociali impegnate nell’inclusione, nella partecipazione civica e nel sostegno alle comunità migranti, sia nell’area metropolitana sia nelle altre province del Lazio.

Biolghini: «Partecipazione e dialogo per valorizzare tutte le identità culturali»

Nel suo intervento la consigliera delegata Tiziana Biolghini ha illustrato le politiche promosse da Città metropolitana di Roma Capitale, a partire dai Tavoli metropolitani della convivenza. «Città metropolitana vuole favorire la partecipazione e il dialogo per tutte le comunità e le associazioni che vivono e operano nel territorio metropolitano. La Consulta è un segnale concreto di vicinanza che conferma l’impegno di Roma Capitale e della Città metropolitana, insieme al sindaco Roberto Gualtieri, nel promuovere politiche sociali inclusive e partecipate. Si tratta di un progetto che mette al centro la partecipazione attiva delle associazioni, delle comunità migranti e di tutti i soggetti impegnati nel sociale, nella consapevolezza che solo attraverso l’ascolto e il confronto costante sia possibile costruire politiche efficaci e rispondere ai bisogni reali delle cittadine e dei cittadini», ha dichiarato. Biolghini ha sottolineato come «una città inclusiva, partecipata e capace di generare cittadinanza attiva rappresenta uno dei più efficaci strumenti di prevenzione delle fragilità sociali e dei fenomeni criminali». La consigliera ha poi ribadito l’importanza di rafforzare le politiche contro discriminazione e intolleranza: «In un contesto nazionale e internazionale sempre più complesso, caratterizzato dalla crescita di fenomeni di discriminazione e intolleranza, riteniamo fondamentale rafforzare gli anticorpi sociali delle nostre comunità, contrastando ogni forma di esclusione e promuovendo il riconoscimento e la valorizzazione delle diverse identità culturali. È quello che facciamo con la partecipazione al festival Multi di settembre». Infine ha annunciato i prossimi interventi sul territorio: «Città metropolitana, insieme a Unar, realizzerà un Centro antirazzista a Roma e una rete di antenne sociali nei Comuni del territorio, in collaborazione con poli civici, associazioni migranti e reti sociali. L’obiettivo è promuovere la conoscenza reciproca, valorizzare le diverse identità culturali e costruire comunità sempre più inclusive, coese e solidali».

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