Roma, 27 settembre 2026
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Occupano un immobile sulla Cassia e manomettono un contatore: tre arresti

Tre persone arrestate a Isola Farnese, sulla Cassia, con l’accusa di furto aggravato di energia elettrica. I carabinieri hanno scoperto un collegamento abusivo alla rete

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Occupano un immobile sulla Cassia e manomettono un contatore: tre arresti

Un controllo in un immobile nella zona di Isola Farnese, lungo la via Cassia, si è concluso con tre arresti. I carabinieri della Stazione Roma La Storta hanno fermato tre persone, gravemente indiziate di furto aggravato di energia elettrica in concorso.

L’operazione è scattata nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto ai reati predatori condotte sul territorio della Capitale. Durante l’intervento i militari hanno lavorato insieme ai tecnici specializzati di Areti per verificare la situazione dell’impianto elettrico presente nella struttura.

Scoperto un collegamento abusivo alla rete

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le tre persone si trovavano all’interno di un immobile che sarebbe stato occupato senza titolo. Nel corso degli accertamenti sarebbe emersa anche un’anomalia relativa all’alimentazione elettrica della struttura.

I tecnici intervenuti con i carabinieri avrebbero infatti individuato un collegamento realizzato abusivamente alla rete. L’allaccio, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe consentito agli occupanti di utilizzare energia senza un regolare approvvigionamento.

Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato una manomissione a carico del contatore appartenente a un’abitazione vicina. Proprio da quell’impianto sarebbe stata derivata l’energia utilizzata all’interno dell’immobile occupato.

Tre persone fermate durante l’operazione

A finire in manette sono stati un uomo di 48 anni di nazionalità romena, un 53enne moldavo e una donna peruviana di 48 anni. Secondo le informazioni diffuse, tutti e tre risultavano senza una stabile occupazione e senza fissa dimora.

I carabinieri li hanno arrestati in flagranza sulla base degli elementi raccolti durante il controllo. L’ipotesi contestata riguarda il presunto furto di energia elettrica realizzato attraverso la manomissione dell’impianto e il successivo collegamento alla rete.

La posizione dei tre indagati dovrà comunque essere valutata nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Danno economico ancora da quantificare

Resta da stabilire l’entità del danno provocato dalla presunta sottrazione di energia. La quantificazione è ancora in corso e dovrà tenere conto anche degli elementi raccolti dopo la denuncia presentata dal proprietario del contatore interessato dalla manomissione.

Gli accertamenti tecnici serviranno a ricostruire la durata del collegamento irregolare e la quantità di energia eventualmente sottratta.

Arresti convalidati dall’autorità giudiziaria

Dopo l’intervento dei carabinieri, la vicenda è passata all’attenzione dell’autorità giudiziaria. I provvedimenti di arresto sono stati successivamente convalidati dal giudice.

L’indagine proseguirà ora per chiarire tutti gli aspetti della vicenda, compresi quelli relativi all’occupazione dell’immobile e alle modalità con cui sarebbe stata realizzata la derivazione elettrica. Il lavoro degli investigatori punta a definire con precisione responsabilità e circostanze dell’episodio avvenuto nella zona nord-ovest di Roma.



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