
Undici provvedimenti disciplinari sono stati adottati da Ama al termine degli accertamenti condotti su alcune attività svolte all’interno dei cimiteri Flaminio e Maccarese. Il procedimento ha riguardato il lavoro di alcune squadre impegnate nelle operazioni cimiteriali e ha portato a sette licenziamenti e quattro sospensioni dal servizio.
Le verifiche interne sono partite dopo l’emersione di presunte anomalie nelle procedure utilizzate per la gestione delle salme. L’azienda capitolina ha quindi avviato gli approfondimenti necessari per ricostruire quanto accaduto e individuare le eventuali responsabilità individuali.
Al centro degli accertamenti ci sarebbero operazioni di riduzione di salme che, in alcuni casi, sarebbero state trasferite all’interno di cassette ossario prima che fosse completato il naturale processo di mineralizzazione.
Si tratta di una procedura che richiede particolare attenzione perché il passaggio dalla sepoltura tradizionale alla sistemazione in una cassetta di dimensioni ridotte può essere effettuato soltanto quando sussistono le condizioni previste dalla normativa.
La mineralizzazione consiste nella progressiva decomposizione dei tessuti fino alla permanenza delle parti ossee. Qualora il processo non sia completato, sono previste differenti modalità operative per la gestione della salma.
La disciplina delle operazioni cimiteriali stabilisce tempi e procedure precise per la trasformazione della sepoltura. In particolare, per la traslazione nell’ossario è previsto il rispetto del periodo stabilito dalla normativa, indicato in 30 anni dalla tumulazione nel caso richiamato da Ama.
La distinzione non ha soltanto una rilevanza tecnica. La sistemazione della salma in una cassetta ossario permette infatti di recuperare lo spazio occupato dalla precedente sepoltura e comporta per le famiglie costi differenti rispetto al mantenimento della salma nella collocazione originaria.
Proprio per questo, il rispetto delle procedure assume un’importanza particolare sia sotto il profilo amministrativo sia per il rapporto con i familiari dei defunti.
L’azienda ha spiegato che le misure disciplinari non sono state adottate in maniera uniforme, ma tenendo conto del diverso grado di responsabilità emerso durante le verifiche.
Il procedimento si è concluso con sette licenziamenti e quattro sospensioni dal servizio. Le decisioni arrivano al termine dell’iter interno avviato dall’azienda per accertare le condotte contestate agli operatori coinvolti.
Ama ha inoltre comunicato l’intenzione di trasmettere la documentazione raccolta agli organi competenti.
La vicenda non si esaurisce quindi sul piano disciplinare. Gli atti relativi agli accertamenti saranno trasmessi anche all’Autorità giudiziaria e al sindaco di Roma, secondo quanto previsto dal Regolamento di Polizia Mortuaria.
Spetterà ora agli organismi competenti valutare gli elementi raccolti e stabilire se siano necessari ulteriori approfondimenti.
L’inchiesta interna di Ama apre così una fase successiva, nella quale dovranno essere chiariti tutti gli aspetti della vicenda e le eventuali ulteriori responsabilità connesse alle irregolarità riscontrate nei due cimiteri romani.
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