Roma, 12 maggio 2026
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Perché il derby Roma-Lazio si gioca alle 12.30? Il caso del caos politico e organizzativo

Da una parte l’ordine pubblico e la concomitanza con la finale degli Internazionali di tennis, dall’altra la necessità di garantire la contemporaneità tra le squadre in corsa per l’Europa

di Giacomo Zito TEMPO DI LETTURA 4'
Stadio Olimpico (Comune di Roma)

Stadio Olimpico (Comune di Roma)

Il derby Roma-Lazio si giocherà domenica 17 maggio alle 12.30, ma la scelta dell’orario è diventata molto più di una questione di calendario. Attorno alla decisione della Lega Serie A si sono intrecciati tre problemi: la concomitanza con la finale maschile degli Internazionali d’Italia di tennis, l’ordine pubblico nell’area Foro Italico-Olimpico e la necessità di garantire la regolarità del campionato nella penultima giornata.

La questione del calendario

Il primo problema organizzativo riguarda l'attuale situaizone del campionato; il derby, infatti, non può essere considerato una partita isolata. I motivi, agli appassionati, sono ben noti: Roma e Lazio sono dentro una fase di classifica che coinvolge anche altre squadre in corsa per gli stessi obiettivi europei.

Per questo la Lega ha legato la stracittadina ad altre gare della giornata, da disputare in contemporanea, così da evitare che il risultato di una partita possa condizionare atteggiamenti, calcoli o pressioni sulle altre.

La soluzione indicata è quindi il blocco delle 12.30 di domenica, con Roma-Lazio insieme ad altre partite rilevanti per la corsa alle coppe. Secondo quanto comunicato dalla Lega Serie A, in contemporanea sono previste anche Como-Parma, Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina e Pisa-Napoli, con quest’ultima spostabile alle 18 nel caso in cui non fosse più necessaria la contemporaneità.

Perché il lunedì non convince la Lega

La posizione più netta è stata quella dell’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo. Prima dell’ufficializzazione, De Siervo aveva spiegato che «il derby Roma-Lazio si giocherà domenica alle 12.30» e che le ipotesi alternative, compreso il lunedì, non erano considerate percorribili.

La ragione non riguarda soltanto la stracittadina. Spostare il derby al lunedì significherebbe, per rispettare la contemporaneità, trascinare con sé anche le altre partite collegate alla corsa europea. Da qui il riferimento al rischio di muovere centinaia di migliaia di persone in un giorno feriale, con ricadute per tifosi, città coinvolte, trasferte, diritti televisivi e organizzazione complessiva del campionato.

De Siervo ha rivendicato la scelta come un tentativo di tenere insieme esigenze diverse: ordine pubblico, finale degli Internazionali e regolarità sportiva. Nella sua ricostruzione, la soluzione del lunch match sarebbe quella più adatta proprio perché consente di concentrare le partite decisive senza portarle in fascia serale e senza invadere la giornata di lunedì.

Il problema dell’ordine pubblico e il precedente degli scontri

Sulla scelta pesa anche il tema dell’ordine pubblico. De Siervo ha escluso l’ipotesi di un derby in serale, sostenendo che a Roma non sia possibile giocare una stracittadina di sera dopo quanto accaduto nell’ultima occasione, con riferimento agli scontri tra tifosi.

Il tema è particolarmente delicato perché domenica 17 maggio l’area del Foro Italico sarà già interessata dalla finale maschile degli Internazionali d’Italia. Stadio Olimpico e impianti del tennis insistono sullo stesso quadrante urbano, con flussi di pubblico, viabilità, presidi di sicurezza e personale da coordinare in una finestra temporale molto stretta.

È proprio questa sovrapposizione ad aver alimentato la polemica: la data degli Internazionali era nota da tempo, mentre l’orario definitivo del derby è arrivato solo a pochi giorni dalla partita. Per i critici, il problema non è soltanto l’orario scelto, ma la pianificazione complessiva di un calendario che ha finito per concentrare nello stesso giorno due eventi di grande impatto sulla città.

Le proposte alternative: lunedì alle 18 o alle 21

Prima della decisione della Lega, era circolata con forza l’ipotesi di rinviare il derby a lunedì. L’amministratore delegato di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris, aveva indicato come soluzione migliore quella di giocare il giorno dopo alle 18, così da consentire lo svolgimento dei due eventi senza stressare eccessivamente il quadrante e il personale impegnato nella gestione.

Diversa la posizione dell’assessore capitolino ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda, Alessandro Onorato, che aveva proposto il lunedì ma in orario serale, alle 21. Secondo Onorato, Roma ha dimostrato di saper gestire eventi in simultanea e non dovrebbe rinunciare a un derby di sera per il timore di incidenti tra tifosi.

La sua critica è stata anche di metodo: la finale degli Internazionali era in calendario da anni e, secondo l’assessore, sarebbe stato più logico costruire gli incastri tra gli eventi sportivi tenendo conto della crescita del tennis e della necessità di non trattarlo come un appuntamento secondario.

Rocca contro la Lega: «Scelta superficiale ed egoista»

Dopo l’indicazione della Lega, è intervenuto anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, con una presa di posizione molto dura. Rocca ha definito la sovrapposizione tra derby e Internazionali una scelta «poco lungimirante», anche lui sostenendo che sarebbe stato più saggio far giocare la partita di lunedì.

Il presidente della Regione ha contestato anche il riferimento ai tifosi, giudicando sbagliato “demonizzarli” per una mancata pianificazione. Nella sua lettura, il problema sarebbe nato prima: dalla scelta di arrivare a una decisione a ridosso della gara, pur conoscendo da tempo la concomitanza con la finale del tennis.

Rocca ha quindi chiesto l’intervento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del prefetto di Roma Lamberto Giannini, chiamando in causa gli organi di pubblica sicurezza rispetto a una decisione che, secondo lui, non terrebbe abbastanza conto delle valutazioni sul territorio.

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